case leopoldine

Nel territorio della Valdichiana, in tutte le parti del territorio possiamo notare una grande presenza di tipiche case del Settecento, le cosiddette case Leopoldine. Il nome deriva dal nome del loro ideatore, il Granduca Pietro Leopoldo. Le abitazioni del popolo settecentesco principalmente quello più povero ossia quello contadino, non dovevano essere costituite da grandi comodità, ne di sicurezza, e salubrità. Lo stesso Granduca ordinò, dopo la verifica di una inchiesta sulle condizioni dei cittadini nelle proprie case, diedero così risultati piuttosto drammatici, decidendo la costruzione di nuove abitazioni più confortevoli. Dopo la presentazione di nuovi progetti sorsero quindi case coloniche tutte uguali. Si utilizzarono materiali tra i più economici e in seguito, anche dei materiali delle vecchie case. Iniziarono nello stesso tempo grandi lavori di bonifica idraulica, la valle venne risanata e la terra ampiamente coltivata. Una casa colonica tipica dell'era della bonifica in Valdichiana, era così strutturata: al piano superiore c’erano le stanze abitate ed in alcune la colombaia che serviva anche da magazzino per piccoli attrezzi, mentre sotto vi erano le stalle e la cantina. Nella parte del secondo piano si strutturava, una grande cucina con un focolare posto ad un gradino più alto del pavimento della casa per poter inserire con facilità la legna per cuocere molta roba, scaldare una gran quantità di acqua per il bucato e il mangime per le bestie. Il camino era l’unica fonte che dava riscaldamento alla abitazione. Nella stesso piano sorgevano le camere, mentre quando non vi sorgeva la colombaia, si utilizzava il magazzino, organizzato con un letto.